La prova del Mediterraneo. A proposito di Camille Schmoll, “Les Damnées de la mer”*
06. aprile 2021
Laura Odasso riflette sull'importante testo di Camille Schmoll: "Il concetto di margine «designa allo stesso tempo, e non sempre simultaneamente, fenomeni di periferia spaziale, marginalità sociale e politica, marcatura e trasgressione del confine». Le donne che vivono quell'esperienza "sviluppano una certa intenzionalità di infiltrarsi nelle relazioni sociali asimmetriche che le screditano. È proprio delle loro «soggettività che emergono ai margini» che parla il libro".

Note per una ricerca attivista (o clinica) - terza parte
05. aprile 2021
Terza e ultima parte. La genealogia in funzione di una ricerca attivista e la sua funzione clinica. Da qui, si aprono percorsi di ricerca che stiamo provando a delineare con amici di nuova, vecchia e vecchissima data: dall'Italsider di inizio anni Sessanta, alla Fincantieri di oggi, passando per la logistica, ma non solo.

Note per una ricerca attivista (o clinica) - seconda parte
04. aprile 2021
Seconda parte. Perché fare ricerca? L'inchiesta "non è fatta allo scopo di accumulare conoscenze, ma per accrescere la nostra intolleranza e farne un'intolleranza attiva", non serve a "dire la verità muta di tutti"; serve per lottare "contro le forme di potere là dove ne è ad un tempo l'oggetto e strumento: nell’ordine del ‘sapere’, della ‘verità’, della ‘coscienza’, del ‘discorso’"

Note per una ricerca attivista (o clinica) - prima parte
03. aprile 2021
Abbiamo bisogno di tempo. E' indispensabile darci un tempo ragionevolmente lungo per trovare la capacità di rallentare le nostre riflessioni e imporle delle pieghe, farle arrivare là dove non siamo abituati ad avventurarci. Solo dandoci il giusto tempo riusciamo a correggere la presbiopia che ci impedisce di intercettare ciò che è troppo vicino per poterlo mettere a fuoco, o talmente ripugnante da non riuscirlo a includere nei nostri abituali percorsi riflessivi

Refugees' Lockdown. La pandemia dei migranti
19. marzo 2021
La mobilità è un ambito di regolazione, disciplinamento e controllo biopolitico tanto dei singoli corpi, quanto della "popolazione" che i singoli corpi costituiscono. Ma, come ogni altro concetto, anche questo ha al proprio interno il suo negativo: l'immobilità funziona esattamente allo stesso modo. Enrico Fravega descrive qui il progetto "Refugees' lockdown", che racconta visivamente quell'immobilità, evidenziando la vulnerabilità differenziale descritta da Daniele Lorenzini in questo blog

La biopolitica ai tempi del coronavirus
09. marzo 2021
Gli studi di Foucault sulla biopolitica e le tecniche di disciplinamento e controllo della "popolazione" sono validi strumenti (a volte usati in modo inopportuno) di riflessione sull'attuale crisi pandemica. Daniele Lorenzini rimette quei concetti al lavoro, centrando la propria riflessione sulla "naturalità" percepita di quelle tecniche (ben al di là quindi dello stato di eccezione) e la vulnerabilità differenziale che sancisce gerarchie nel valore delle vite come strumento per il loro governo.

Trump, i "folli" e la democrazia razionale
17. febbraio 2021
Gli eventi che hanno preceduto la burrascosa caduta di Trump conducono Jacques Rancière a problematizzare alcuni luoghi comuni e spostare l'attenzione verso le forme di razionalità democratica, al cui interno si producono le condizioni per la costruzione dei "popoli" sulla base di forme di appartenenza precise. E soprattutto sulla convinzione che, per quanto si cada in basso, ci sarà sempre qualcuno più in basso ancora, che alimenterà l'odio e il desiderio perverso per la disuguaglianza

09. ottobre 2020
Intervento al XX Congresso SIO “Cultura e orientamento: traiettorie per sconfiggere le diseguaglianze e prevenire l’esclusione scolastica e lavorativa”, 8 e 9 Ottobre, 2020. Condizione postcoloniale e cittadinanze postmigratorie per interrogare il rapporto migranti-mercato del lavoro.

20. settembre 2020
Alcune note su Esferas da Insurreição, una raccolta di tre saggi di Suely Rolnik. "Una cartografia delle pratiche micropolitiche di destabilizzazione delle forme dominanti della soggettivazione, un diagramma della sinistra che verrà”. (Dall'introduzione di Paul B. Preciado)

08. maggio 2020
Jacques Rancière in un articolo pubblicato su "N-1 Edições". "Un futuro si costruisce solo nelle dinamiche del presente. Alla fine dell’epidemia, i nostri governi continueranno sulla base delle loro dinamiche abituali, quelle della macchina-mondo capitalista di cui gestiscono il funzionamento e le cui nefaste conseguenze collaterali tentano attenuare giorno per giorno."

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