La politica e l'etica della "vita giusta". Il futuro è adesso
15. maggio 2026
Contro l'idea di capitalismo come "fine della storia", abbiamo solo lo strumento di cominciare a vivere il futuro adesso. E se la vita è l'ambito su cui agiscono con sempre più ferocia le tecniche di potere, la risposta può essere solo sullo stesso piano. Marta Lança cala alcune riflessioni iniziali nella concretezza di un movimento, "Vida Justa", che sta scuotendo le periferie di Lisbona.

Le nuove "Terre di mezzo"
03. maggio 2026
"Il nuovo paradigma non riguarda solo l'applicazione delle tecnologie in sé. Riguarda la funzione della guerra, della molteplicità di guerre simultanee nella definizione di un nuovo scenario globale. La guerra permanente sta riorganizzando il "sistema-mondo", la funzione delle istituzioni e delle loro relazioni. Nel frattempo, Palantir/Anduril stanno cambiando il senso stesso della guerra".

Il capitalismo algoritmico. La guerra, il caos e noi
13. marzo 2026
Un articolo scritto nei giorni in cui la ferocia del regime di guerra e caos conferma la sua attitudine a seminare morte e distruzione, pur di accaparrarsi tutte le risorse di cui hanno bisogno i suoi nuovi padroni. Quale può e deve essere il nostro ruolo è la questione centrale, come ci hanno insegnato le lotte partite da Genova la scorsa estate. In copertina, un prezioso regalo dell'amico e artista concettuale Luca Vitone

Siamo ancora qui!
04. dicembre 2025
A fine novembre, il movimento esploso nei mesi di settembre e ottobre ha dimostrato la forza che lo anima, nonostante le frettolose previsioni di una sua rapida estinzione. Una forza che si potrà rinnovare nel divenire del movimento, nella sua capacità di cambiare i propri obiettivi, le proprie articolazioni, le proprie strategie ogni volta che si renda necessario.

Gaza: la pace cinica dei carnefici
14. ottobre 2025
L’accordo ignora i crimini di guerra, l’autodeterminazione della Palestina e qualsiasi possibilità di riparazione. I genocidi ne escono vincitori. E il cessate il fuoco potrebbe essere temporaneo: dopotutto, da decenni Israele viola i trattati per imporre il suo terrore senza fine. Un articolo di Chris Hedges

I nomi che ancora non abbiamo
09. ottobre 2025
Siamo sempre più convinti che il terreno in cui dobbiamo portare il conflitto sia la rete, attaccare il potere dove ha la maggiore capacità di produzione e gestione di “informazioni astratte”. Per una prospettiva di questo genere, lo strumento più adatto che abbiamo è la "conricerca", come ci ha insegnato Romano Alquati per decenni. Si tratta di un lavoro lungo e minuzioso, ma soprattutto non più rimandabile.

Il popolo in piazza
01. ottobre 2025
Scrive António Martins su quanto accaduto in Brasile a metà settembre: "I partiti e i loro fronti sociali non hanno più il monopolio della convocazione popolare. Per fortuna, sono entrati in azione altri attori — quelli che hanno garantito l’enorme successo della giornata di domenica”. È lo stesso che sta accadendo in Italia.

Perché la Silicon Valley sostiene Trump
09. settembre 2025
Il rapporto tra Big Techs e potere politico sta diventando, negli Usa, sempre più stretto. Si tratta di un cambiamento fondamentale nella storia del capitalismo. Il "regime di guerra" è lo scenario al cui interno quel rapporto assume tratti marcati, che alcuni dei principali esponenti del mondo della Silicon Valley stanno prendendo alla lettera e senza alcuna reticenza. Di Giacomo Gastaldi1

Riprenderci l'orgoglio. Fine agosto 2025, Genova
30. agosto 2025
Si riesce a raccontare quello che sta accadendo a Genova in questi giorni, così come in altre innumerevoli microsituazioni, con i termini che usiamo abitualmente, o è utile cercare nuovi nomi? Una proposta, a partire da alcune considerazioni, da una piccola indagine e dalla risposta popolare data all'iniziativa di CALP e MFP.

Le crepe nel blocco dell'Occidente
24. agosto 2025
Quali caratteristiche assume la crisi quando è osservata dal punto di vista del mondo che siamo abituati a chiamare “Sud Globale”, ma che, per essere più completi, si potrebbe designare come “non occidentale”? In queste note si prova a descrivere come una diversa interpretazione della crisi possa mettere in evidenza le brecce in un dominio unilaterale, anacronistico e contestato da molti lati.

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